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La cosa peggiore dei D.S.A.

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Quando si pensa a chi ha una diagnosi di disturbi specifici di apprendimento, si crede che la cosa peggiore sia il sentirsi etichettato oppure il non riuscire a prendere un bel voto a scuola nonostante l'impegno. La realtà però è, purtroppo, molto differente. Ciò che pesa non è la definizione del disturbo, che per chi non lo vive può voler dire classificare la persona in una categoria definibile come "vorrei ma non posso". Anzi, la definizione a volte è ciò che permette una spiegazione laddove si faticava a trovarne le cause ("perché scrivo storto nonostante le righe?", "perché dopo 5 minuti di lettura mi sento già affaticato?", "perché la tabellina del 7 non mi entra in testa?", ecc.). Il problema, il vero problema, è che avere un D.S.A. significa scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo che ti risulta difficile rispetto alle richieste dell'ambiente in cui vivi. Il che a volte dà la sensazione di non avere il pieno controllo di sé: non nel...

Maturità: che ansia!

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Ricordo ancora come se fosse ieri la famosa "notte prima degli esami": un'ansia esagerata , nata non dalla paura dell'esame in sé, quanto dal dopo. L'esame di maturità segna infatti un confine netto tra la routine che hai portato avanti per anni e l'incognita del futuro. Sia che si decida di continuare gli studi o di gettarsi nel mondo del lavoro, tutto quello che era un'abitudine fino al giorno prima, dal momento del diploma non ci sarà più. Per arrivare però a questo "non più", bisogna superare le prove. Per la prima si scatena il toto-titoli, per la seconda si iniziano le preghiere e per la terza si va direttamente a cercare una benedizione. Per non parlare poi del temutissimo orale, che potrebbe scatenare i peggiori incubi mai avuti. Alla fine, se si è avuto un normale percorso scolastico, senza infamia e senza lode, gli esami finiscono ancora prima che possano materializzarsi tutti i mostri immaginati e ci si ritrova in un batter d'...