Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta mente

La cosa peggiore dei D.S.A.

Immagine
Quando si pensa a chi ha una diagnosi di disturbi specifici di apprendimento, si crede che la cosa peggiore sia il sentirsi etichettato oppure il non riuscire a prendere un bel voto a scuola nonostante l'impegno. La realtà però è, purtroppo, molto differente. Ciò che pesa non è la definizione del disturbo, che per chi non lo vive può voler dire classificare la persona in una categoria definibile come "vorrei ma non posso". Anzi, la definizione a volte è ciò che permette una spiegazione laddove si faticava a trovarne le cause ("perché scrivo storto nonostante le righe?", "perché dopo 5 minuti di lettura mi sento già affaticato?", "perché la tabellina del 7 non mi entra in testa?", ecc.). Il problema, il vero problema, è che avere un D.S.A. significa scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo che ti risulta difficile rispetto alle richieste dell'ambiente in cui vivi. Il che a volte dà la sensazione di non avere il pieno controllo di sé: non nel...

Sopravvivere al Natale (quando si diventa tristi)

Immagine
Il periodo di Natale è iconograficamente caratterizzato da gioia ed entusiasmo, con luci, colori, regali e pensieri positivi verso le altre persone. Tutto ciò può risultare particolarmente pesante per chi si è trovato nei mesi precedenti, o addirittura nello stesso periodo, lutti, separazioni, difficoltà economiche e malattie. Per le ovvie emozioni che ci si trova a gestire, diventa molto difficile sentirsi in sintonia con il clima generale, oggigiorno reso ancora più pesante dai media di quanto sia sentito in realtà dalle persone stesse. Sentimenti come tristezza e malinconia possono prendere il sopravvento, soprattutto quando si sentono le musiche natalizie o ci si trova nel mezzo della frenesia per gli acquisti. Più che domandarsi il perché di questi stati emotivi, secondo me diventa fondamentale trovare una adeguata strategia per affrontarli. Come? Innanzitutto bisogna focalizzarsi su quello che si ha. Senza raggiungere i livelli di ottimismo insensato alla “ Sindrome di ...

Maturità: che ansia!

Immagine
Ricordo ancora come se fosse ieri la famosa "notte prima degli esami": un'ansia esagerata , nata non dalla paura dell'esame in sé, quanto dal dopo. L'esame di maturità segna infatti un confine netto tra la routine che hai portato avanti per anni e l'incognita del futuro. Sia che si decida di continuare gli studi o di gettarsi nel mondo del lavoro, tutto quello che era un'abitudine fino al giorno prima, dal momento del diploma non ci sarà più. Per arrivare però a questo "non più", bisogna superare le prove. Per la prima si scatena il toto-titoli, per la seconda si iniziano le preghiere e per la terza si va direttamente a cercare una benedizione. Per non parlare poi del temutissimo orale, che potrebbe scatenare i peggiori incubi mai avuti. Alla fine, se si è avuto un normale percorso scolastico, senza infamia e senza lode, gli esami finiscono ancora prima che possano materializzarsi tutti i mostri immaginati e ci si ritrova in un batter d'...

Obiettivi e sogni: perchè?

Immagine
Spesso chi sogna o ha sempre la testa fra le nuvole viene additato. Ma avere sogni o, per essere più "tecnici", obiettivi nella vita è fondamentale. Una delle prime cose che vanno fatte in un intervento di Mental training è appunto la creazione di obiettivi. Gli obiettivi, nello specifico, devono essere S.M.A.R.T.: Specifici Misurabili Achievable  (ottenibili) Realistici Tempo, ovvero scadenzati. Ci sono obiettivi non misurabili, come quelli legati allo sviluppo di una conoscenza, ad esempio, ma permangono le altre 4 caratteristiche. Ogni obiettivo può essere a breve, medio o lungo termine, a seconda dei tempi necessari al suo conseguimento; per giungere a quello a lungo termine, se ne possono inserire anche di intermedi. Avere un sogno significa avere un progetto per il futuro per il quale è importante lottare, fare sacrifici e nel contempo impegnarsi nel presente. Essenzialmente offre un senso a quello che di fa, aumenta la motivazione e permette di seguire u...

Take your time _ Prendi il tuo tempo

Immagine
      Purtroppo capita fin troppo spesso di perdere se stessi nella frenesia delle giornate. Il lavoro, la scuola, i figli, la casa, il marito/la moglie/il compagno/ la compagna possono diventare il fulcro delle nostre attenzioni, dimenticando che per poter fare tutto occorre che stiamo bene noi. Il corpo ne risente e reagisce: c'è chi sviluppa ansie, chi inizia a soffrire di disturbi psicosomatici. Per quanto sembri che tutto sia sotto controllo, arriverà il momento in cui il nostro fisico e la nostra mente presenteranno il conto.   CHE FARE?   Innanzitutto chiudi gli occhi per un attimo e respira. Fai respiri profondi, lascia che l'aria raggiunga ogni tuo arto e con essa che entri in te anche un senso di rilassamento. Poi inizia a pensare che anche se ti fermi un minuto, il mondo resterà sempre lì: non crollerà, non ci sarà un "Butterfly Effect" per cui se tu stacchi la spina per 60 secondi dall'altra parte del pianeta avverrà una cat...

Uno psicologo in campo?

Immagine
 Kobe Bryant concentrato in panchina Per quale motivo ci dovrebbe essere uno psicologo in una squadra di calcio o di basket, ad affiancare un nuotatore o in una palestra in sala fitness? Quello che spesso non si tiene presente è che qualsiasi attività, anche fisica, implica un coinvolgimento mentale, qualunque sia il livello in cui viene praticata. Per questo motivo è importante allenare adeguatamente anche la mente, oltre che al corpo. Non basta l'allenatore? Sinceramente no. Perché per quanto si tratti di una figura preparata, ci sono competenze e tecniche proprie dello psicologo che possono servire a migliorare le prestazioni. Questo è valido sia a livello individuale, che a livello di squadra. Concretamente cosa fa uno psicologo in ambito sportivo? Innanzitutto osserva: le dinamiche di squadra, le gare, gli allenamenti. Essendo esterno e non essendo un "tecnico", ha quel disincanto necessario a valutare la prestazione e le dinamiche sottese e non sem...

Dallo psicologo perchè sono matto?

Immagine
Tutti quanti abbiamo pregiudizi sullo psicologo (ebbene sì, anche gli psicologi stessi). Retaggi culturali e cattiva informazione non facilitano sicuramente l'approcio con questo professionista. Solitamente le domande e le reazioni quando vengo presentata sono: "Ah sei psicologo? Allora analizzi tutto quello che dico?" No, sinceramente non rientra nemmeno tra le mie fantasie. Innanzitutto io personalmente non sono nemmeno psicoanalista e, pur avendo conoscenze in tale ambito, non significa che io applichi questa terapia, così come chi ha studiato il latino non lo usa come linguaggio quotidiano. Inoltre non è così importante interrogarsi su ogni singola parola pronunciata dall'interlocutore, soprattutto senza un fine ben preciso. "Ma quindi ti occupi dei matti? Perché sai, io di problemi ne ho tanti!" Ebbene, non mi occupo di matti. Personalmente, preferisco focalizzare la mia attenzione sulle risorse delle persone piuttosto che sulle loro patologie....